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venerdì 21 maggio 2021

DECRETO SOSTEGNI: BONUS CASA GIOVANI UNDER 36

 BONUS PRIMA CASA GIOVANI UNDER 36

Gentili LETTORI,
ieri il Consiglio dei Ministri si è riunito ed ha approvato l’atteso Decreto-Legge, denominato Decreto “Sostegni-Bische entrerà in vigore dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale per poi essere presentato alle Camere per la conversione in Legge.

Il provvedimento, con uno stanziamento di circa 40 miliardi di Euro, introduce una serie di interessanti misure a sostegno in particolare delle imprese, dei giovani e delle famiglie.
Per una sintesi delle principali novità Vi riporto il link del comunicato stampa del Governo https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-die-ministri-n-20/16913.

 

 

Tra le misure più rilevanti vi è sicuramente il Bonus prima casa giovani under 36 (con ISEE inferiore a 40.000 euro)  per l’acquisto dell’abitazione principale, escludendo le case di lusso (A1, A8 e A9), da effettuarsi entro il 30 giugno 2022, che prevede:

  • L’innalzamento all’80% della Garanzia dello Stato relativamente ai mutui prima casa
  • L'esenzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sugli atti di compravendita, nuda proprietà e usufrutto
  •  La previsione di un credito d’imposta come ristoro dell’IVA da corrispondere qualora si acquista dalla società costruttrice 
  • L'esenzione dell'imposta sostitutiva del mutuo (0,25% sull'importo del mutuo prima casa), di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative.

L’obiettivo dichiarato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, e quindi dal Governo, è quello di favorire l’economia abitativa di circa 1.000.000 di giovani, per consentirgli di realizzare il proprio futuro.

Ritengo che questo sia un altro concreto elemento, assieme al graduale ritorno alla normalità dovuta all’obiettiva accelerazione della campagna di vaccinazione, che ci deve rendere ulteriormente fiduciosi per il prossimo futuro.

Ritengo inoltre che i vantaggi del decreto abbinati all'attuale tasso dei mutui (che risulta essere molto conveniente) rendano questo momento storico particolarmente favorevole per l'acquisto della PRIMA CASA e pertanto invito tutti i giovani che volessero ottenere ulteriori informazioni in merito a contattarmi senza alcun impegno!

IL FUTURO E' QUI!

Un caro Saluto

Christian Maisano, agente immobiliare Professionale

Tel. 0331-020845 / cell. 345.40.73.965 / e-mail: christian.maisano@gmail.com

Uffici: Via G.Mozzoni nr. 1, 20027 Rescaldina (MI)


 

giovedì 19 settembre 2019

I COSTI DEL ROGITO

I COSTI DEL ROGITO

Occorre prima di tutto premettere che nel momento in cui ci si reca dal notaio per la stipula di un rogito ci sono tutta una serie di voci di spesa da considerare. Non è quindi possibile dare delle indicazioni precise sui costi, perché questi sono influenzati da moltissime variabili, molte delle quali collegate al valore del bene oggetto del rogito, elemento che incide anche sul compenso dovuto al notaio.
In linea generale però si può dire che il costo del rogito è tanto più alto, quanto maggiore sarà il valore del bene che si intende trasferire o sul quale si vogliono costituire diritti. 

Il rogito notarile

Prima di parlare di soldi è necessario chiarire che il rogito è l’atto con il quale il notaio dichiara il passaggio di proprietà di un bene immobile dal venditore all’acquirente. Trattandosi di un atto pubblico, la sua definizione si può ricavare dall’art. 2699 c.c. per il quale “L’atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato”. 

I fattori che incidono sui costi del rogito

Come anticipato, l’importo dei costi del rogito è influenzato da diversi fattori, tra i quali meritano di essere ricordati i seguenti:
–  valore del bene;
– tipo di immobile: terreno, abitazione, fondo commerciale, ecc.;
– entità della rendita catastale dell’immobile;
– finalità del contratto: trasferimento proprietà, costituzione di usufrutto, ecc.;
– qualifica delle parti ovvero  persone fisiche o giuridiche;
– regime fiscale da applicare;
– destinazione a prima o seconda casa se il rogito ha ad oggetto il trasferimento di un immobile abitativo;
– compenso del notaio, anch’essi influenzato da tutta una serie di variabili, come il valore del bene oggetto dell’atto pubblico. 

Il compenso del notaio

Il compenso per il notaio rappresenta una delle principali voci di spesa da sostenere per il rogito. La difficoltà nel chiarire il costo delle prestazioni di questo professionista derivano dal fatto che dal 2012 le tariffe notarili sono state abolite, al fine di favorire, anche in questo settore, la libera concorrenza. I notai, in effetti anche se agiscono nella veste di pubblici ufficiali restano di fatto dei liberi professionisti, per cui, al pari loro, devono essere liberi di agire sul mercato come meglio credono. Principio che ha trovato conferma non solo da parte della Corte di cassazione, ma addirittura della Corte di Giustizia. Per cui ogni notaio può applicare il prezzo che desidera al cliente, l’importante è che garantisca sempre una prestazione di qualità. Questo perché il notaio, nel momento in cui deve conferire pubblica fede al rogito, non si limita, per così dire, a redigere un comune contratto. Egli è tenuto a tutta una serie di verifiche preliminari, grazie alle quali assicura la sicurezza e la finalità del trasferimento. Attività per le quali ha diritto ad un compenso adeguato al livello della prestazione professionale fornita.

Imposte e tasse

Agli onorari e ai compensi per il pubblico ufficiale è necessario aggiungere tutta una serie di voci che fanno riferimento alle imposte, alle tasse e alle spese sostenute dal notaio prima e dopo la redazione del rogito e che in genere il notaio chiede che le vengano anticipate dalle parti. Tra le imposte che più di frequente è necessario sostenere per il rogito, ci sono: l’imposta di registro, di bollo, quella ipotecaria, quella catastale quando occorre effettuare delle volture e l’Iva.Ci sono poi i diritti di visura, di voltura, di conservatoria e l’imposta di bollo telematico, tanto per citare le più importanti. 

Costi del rogito con o senza mutuo

A condizionare il costo del rogito la necessità di stipulare o meno una pratica di mutuo con la banca. Va da sè che nel primo caso i costi del rogito aumenteranno ulteriormente. In questa ipotesi infatti ai costi ordinari si andranno a sommare anche quelli relativi alla pratica di mutuo della banca mutuante.



FONTE: blog.casa.it

lunedì 8 luglio 2019

AGEVOLAZIONI PRIMA CASA IMMOBILE EREDITATO, QUALI SONO LE REGOLE

Nell’ipotesi di immobile ereditato è possibile usufruire delle agevolazioni per la prima casa? Vediamo quanto previsto.

Rispondendo a un quesito di un lettore, all’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi  è stato spiegato quando è riconosciuta l’agevolazione per l’acquisto della prima casa.
All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:
"Ho ricevuto un immobile in successione, posso chiedere le agevolazioni “prima casa” per il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale?"
L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:
L’agevolazione, che consiste nel pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro per ciascuna imposta, indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione), è riconosciuta quando il beneficiario (o, nel caso di immobile trasferito a più beneficiari, almeno uno di essi) ha i requisiti previsti in materia di acquisto della “prima abitazione”.
In particolare, per avere l’agevolazione è necessario che chi eredita l’immobile:
non sia titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile ereditato;
non sia titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.
Inoltre, l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’erede ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi e non deve rientrare in una delle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli).

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Fonte: idealista/news